CAPELLI E CURIOSITA’

CAPELLI…..
Curiosità riguardo i nostri capelli.
Anatomia e fisiologia dei capelli. Nel capello si distingue una parte libera, o fusto, ed è una radice situata in una cavità nel derma, chiamata follicolo pilifero. La radice è rigonfiata, alla sua estremità profonda formando il bulbo del pelo, che, alla base, è incavato per accogliere la papilla dermica. Nel fusto di molto capelli, specialmente dei più grossi, si distinguono tre parti: La cuticola, la corteccia, la midollare. La cuticola un sottile strato che riveste la superficie del capello. E’ formata da squame, che sono cellule corneificate (ossia cheratinizzate), senza nucleo, sottilissime, omogenee, trasparenti, disposte come tegole, di un tetto con il margine libero verso la punta del pelo. Le cellule della corteccia contengono pigmento, in parte in forma diffusa; il pigmento risiede pure negli interstizi fra cellule, in cui si ritrovano anche bollicine d’aria.
La midollare occupa l’asse del pelo e, gradatamente, si assottiglia per mancare del tutto verso l’apice. E’ formata da cellule appiattite ed impilate a pila di monete, scarsamente corneificate, che contengono un rudimento di nucleo.
Il pelo, nella sua radice, presenta sostanzialmente la medesima struttura del fusto. Possiede però, un particolare rivestimento, la guaina della radice, che arriva in alto, fino al disotto dello sbocco delle ghiandole sebacee. La guaina ha una struttura complessa: vi si distinguono uno strato interno, uno medio ed uno esterno. Verso la sua estremità superiore, la guaina si dissocia nei suoi elementi, per cui in tal zona, tra la parete del follicolo e la superficie del, pelo, non rimangono che i detriti della guaina e, più in alto, la sostanza secreta dalle ghiandole sebacee. Questa dissociazione avviene di continuo, ma la guaina conserva la sua lunghezza, perché essa, come pelo, si accresce continuamente dal di sotto. Verso l’estremità profonda del follicolo, i vari strati della guaina si seguono fin presso il collo della papilla, ove perdono la propria individualità.
La struttura del capelli e degli strati che la circondano, si modifica nella regione del bulbo. A ridosso della papilla si trova una massa di cellule indifferenziate, che prolificando determinano la crescita del capello e della guaina. Tale struttura si denomina matrice del capello e della sua guaina. La papilla contiene terminazioni nervose e formazioni vascolari. La parete del follicolo è una introflessione della cute formata da epidermide in continuità con il derma. L’epidermide del follicolo, sino al colletto, risulta identica all’epidermide cutanea. Al disotto del colletto appare formata solo dallo strato germinativo e da quello del Malpighi ( strato lucido e granuloso sono sostituiti dalla guaina della radice). In prossimità del bulbo viene mantenuto solo lo strato germinativo.
E’ noto che in tutti mammiferi ha luogo, ad e poche determinate, la caduta dei capelli o peli e la loro sostituzione con capelli o peli nuovi.
Il medesimo fenomeno si verifica nell’uomo, però, non ad epoche fisse, bensì di continuo. Si effettua il totale ricambio dei capelli o peli poco prima e dopo la nascita: La lanugine, della quale il feto è provvisto, cade ed è rimpiazzata da nuovi capelli. Al secondo cambio, comincia a rivelarsi la differenza nei caratteri dei capelli o peli.
Nell’adulto, il ricambio dei capelli avviene specialmente in primavera e in autunno e, nelle donne, all’epoca delle mestruazioni. Il processo della caduta dei capelli si inizia con l’inspessimento della parete del follicolo. Nel bulbo si arresta, la produzione di cellule pel la guaina ed, inseguito, per la sostanza del capello. La papilla rimpicciolisce, il bulbo diminuisce di volume e non si presenta più incavato alla base, ma acquista la forma di clava e le cellule che lo costituiscono risultano tutte corneificate. In tal modo, il bulbo perde le sue connessioni ed i suoi rapporti con la papilla e viene sospinto in alto finché, privo ormai della guaina della radice, si sofferma a lungo a livello del letto del capello o protuberanza sottoghiandolare (protuberanza epidermica al di sotto della ghiandola sebacea), Prendendo contatto con l’epidermide del follicolo. Infine, arriva all’orifizio del follicolo e cade. Il sacchetto formato dall’epidermide del follicolo, rimasto vuoto per lo spostamento in alto del capello, si trasforma in un cordone epiteliale, si accorcia e trascina con sé la papilla rimpicciolita. Al di sotto del cordone epiteliale, si forma una sorta di pilastro. Quando la papilla del pelo ha raggiunto un livello elevato, il cordone epiteliale, per moltiplicazione degli elementi, si trasforma in un zaffo pilifero, che dà origine al capello in sostituzione.
Risulta, da quanto detto, che il follicolo pilifero è l’elemento che provvede al rinnovamento del pelo; tale rinnovamento non è possibile se il follicolo si atrofizza. I fenomeni fin qui descritti sono fisiologici, ossia si alternano ciclicamente e permettono il rinnovamento dei capelli. Costituente principale dello stelo del capello è la cheratina. Questa proteina può esistere in diverse forme a seconda della sua conformazione e a seconda della quantità di zolfo in essa presente. In base alla conformazione si distinguono due tipi di cheratina: la cheratina (α-elica) e al β-cheratina(β-elica). Nei capelli e nei peli la cheratina si trova in forma α-elica, a meno che non si espongono i capelli all’umidità. Quando ci bagnamo i capelli, le molecole di acqua che vengono a contatto con la cheratina, sono in grado di modificare la conformazione passando da α-elica a β-elica. La forma β è una sorta di allungamento, di stiramento della α-elica ed infatti i nostri capelli, quando sono bagnati appaio più lunghi del solito. Per mezzo del calore della piega è possibile mantenere la forma β anche sul capello asciutto. Però la struttura β della cheratina non è una struttura stabile, in quanto nella cheratina dei nostri capelli vi sono amminoacidi che presentano gruppi atomici ingombranti per qui nella forma β si danno “fastidio” l’un l’altro e la struttura tende così a ritrovare un assestamento privo di “ingombri” (l’α-elica). Ecco spiegato perché la piega temporanea è per l’appunto tale. In base alla quantità di zolfo presente nella molecola si parla di cheratina molle o dura: le guaine sono costituite pressoché da cheratina molle la midollare, mentre corticale e cuticola da cheratina dura.

COME SI FORMA IL COLORE NATURALE.
Ogni capelli è costituito da tre parti: Cuticola, corteccia e midollo. Il midollo si trova nel centro del capello. La cuticola è la parte esterna, e la corteccia si trova in mezzo alle due. La corteccia è la parte più ampia e più importante del capello, è infatti all’interno della corteccia che la natura crea il colore naturale utilizzando la sostanza chiamata melanina.
Da dove viene la melanina? Come viene creata all’interno del corpo umano?
All’interno del corpo umano vi è una grande quantità di composti chimici naturali. Ciascuno di essi deve svolgere un compito particolare. Uno di questi composti è un amminoacido chiamato tirosina. Il corpo attraverso dei procedimenti bio-chimici, trasforma questo amminoacido, tirosina, in melanina così che i capelli prendono il loro colore. I condotti sanguigni del corpo umano prima di tutto portano la tirosina alla base di ogni follicolo. Qui, in questa “fabbrica di melanina” alla base del follicolo, la tirosina diventa materia prima per la produzione di melanina.

Conoscere a fondo la melanina.
La melanina si trova dentro ad un granulo. Questi granuli sono sparsi in tutta la corteccia del capello. Non vi è uno schema prestabilito, non vi è una quantità prestabilita. Questo è il motivo per cui la natura crea tali e tante varianti di colore partendo da un’unica sostanza iniziale , la melanina.
Tutti i colori naturali sono originati da due tipi di melanina: EUMELANINA, pigmento nero, FEOMELANINA, pigmento rosso/giallo. Quando i due pigmenti sono miscelati dentro lo stesso granulo, si dice che il granulo contiene un “MIX DI MELANINE”. Il vero colore dei capelli è deciso da:
1. Che tipo di melanina vi è nel capello
2. Quanta melanina vi è nel capello
3. Come è distribuita nella corteccia
Il tipo di melanina e la grandezza dei granuli determinano se i capelli saranno neri, o castani, o biondi, o rossi. La qualità e la distribuzione determinano il gradi di intensità del colore dei nostri capelli.

I COLORI NATURALI DEI NOSTRI CAPELLI.

Capelli neri.
Il color nero dei capelli è creato da granuli pieni di eumelanina, molto fitti nella corteccia. I capelli neri sono i più diffusi sul nostro pianeta. Sono una rarità nel nord come i paesi scandinavi

Capelli castano ( scuro-medio)
I capelli castani, a seconda della loro intensità e tonalità più o meno calda, e del colore più o meno scuro, sono creati da granuli di eumelanina, che nella corteccia sono meno fitti di quelli che danno il color nero.

Capelli castano (chiaro)
Granuli pieni di mix di melanine che combina eumelanina (nero) e feomelanina (rosso/giallo). Quando la feomelanina rosso/giallo si miscela con la eumelanina nera si crede che dia origine a toni caldi, dorati o ramati che si riscontrano in tanti capelli castani.

Capelli biondiI capelli biondi hanno un contenuto molto basso di melanina e, fino ad ora, non è stato stabilito in modo certo che tipo di melanina sia dominante. Si sa tuttavia che sia la eumelanina a creare il colore biondo (proprio così…la melanina nera crea il biondo!) poiché la melanina nei capelli è così scarsa e così rada, i ricercatori credono che il giallo naturale più chiaro, il quasi bianco della fibra del capello, la cheratina, contribuisca a creare il colore giallo pallido considerato il biondo chiaro naturale.

Capelli biondo chiaroIl tono chiarissimo di biondo è dato dall’assenza di melanina. Quanta più melanina si trova nel capello per “stemperare” il colore naturale, tanto più scuro sarà il tono di biondo.

Capelli rossiI capelli rossi sono creati da granuli pieni del secondo tipo di melanina, la feomelanina. Essa nei capelli rossi naturali è meno fitta nei granuli. Per questo motivo la sua forma è alquanto più irregolare della sua controparte nera, la eumelanina. E’ leggermente più rotonda e più sparsa.

Capelli bianchi o grigiSono un fatto che dipende dall’età. Con il passare degli anni la produzione di melanina può rallentare. I granuli di melanina continuano a formarsi, ma possono essercene di meno e la quantità di melanina in essi depositata può diminuire sempre più. Il risultato visibile è la graduale diminuzione di colore dei singoli capelli. Quanti più capelli perdono di intensità di colore, ed alcuni raggiungono addirittura l’essenza di colore (bianchi), più la capigliatura appare grigia. Questo è dovuto al contrasto tra i capelli che hanno diminuito l’intensità di colore e i capelli che hanno ancora melanina in grande quantità. Il cambiamento di colore dei capelli nel tempo e la produzione della melanina dipendono dalla genetica dell’individuo e dalle sue caratteristiche fisiologiche.
I capelli grigi, come tutti gli altri colori, variano di tonalità. Due persone con solo capelli perfettamente bianchi, se messe a fianco all’altra possono rilevare diverse sfumature di bianco! Di solito i capelli che appaino grigi, sono combinati con capelli che sono ancora combinati.

COLORAZIONE AD OSSIDAZIONE. ELEMENTI BASEI PIGMENTI. I pigmenti utilizzati per le tinture ad ossidazione sono sostanze complesse, chimicamente diverse ed incolori. Per dar vita al colore devono unirsi creando una molecole più grande in un processo noto come polimerizzazione.
La polimerizzazione in generale è un processo in cui piccole unità, monomeri, si uniscono per creare un elemento più grande. Per esempio, si può immaginare che durante una “polimerizzazione”, singole perle si leghino le une alle altre per formare una collana. La differenza nella polimerizzazione dei pigmenti, è che il risultato finale non è una singola catena, ma un aggregato che nell’insieme forma un pigmento più grande. Questo pigmento più grande inoltre è colorato a differenza dei singoli pigmenti che sono invece incolore. La polimerizzazione avviene ad opera dell’ossigeno che si libera dall’ acqua ossigenata utilizzata nella fase di colorazione, per questo si parla anche di reazione di ossidazione.

PEROSSIDO D’IDROGENOIl perossido d’idrogeno o acqua ossigenata è una sostanza acida composta da due atomi di idrogeno e due atomi di ossigeno. La sua molecola (H2O2) è estremamente instabile e rilascia spontaneamente l’ossigeno trasformandosi in una molecola d’acqua (H2O). L’ossigeno libero è molto attivo e tende facilmente a legarsi con altre sostanze, dando origine a reazioni conosciute come ossidazioni. L’ossigeno rilasciato dal perossido di idrogeno, presente nell’attivatore, svolge tre funzioni durante la posa del colore:
1. Ossidazione dei pigmenti per produrre le sostanze coloranti finali (reazione di polimerizzazione).
2. Schiaritura delle melanine naturali. Il potere schiarente è estremamente legato al volume (o concentrazione) dell’acqua ossigenata utilizzata.
3. Bilanciamento della concentrazione dei pigmenti e del ph ottimale per la miscela colorante.

AMMONIACAL’ammoniaca si trova in natura sotto forma di sostanza gassosa (NH3), mentre nel processo di colorazione, è utilizzata come soluzione acquosa (idrossido d’ammonio (NH4OH).
L’ammoniaca ha una doppia funzione.
Velocizzare le reazioni favorendo la liberazione di ossigeno dell’acqua ossigenata e catalizzando la reazione di polimerizzazione.
Creare un ambiente alcalino grazie al quale le squame di cheratina della cuticola si aprono permettendo la penetrazione o un miglior assorbimento dei pigmenti.
Diversamente da altre sostanze alcaline, l’ammoniaca evapora velocemente essendo un gas. Questo fa sì che il pH fisiologico sia facilmente ripristinato al termine di una applicazione di colore.
Nuovi studi hanno portato ad ottenere prodotti coloranti senza ammoniaca e derivati ammoniacali, conferendo così profumazioni gradevoli.

IL PHIl pH è il “peso” o “potenziale” degli ioni idrogeno presenti in una soluzione acquosa. Tanto maggiore è la concentrazione di ioni idrogeno nella soluzione tanto minore è il suo valore. Il pH è quindi una caratteristica specifica delle soluzioni acquose. Solo le sostanze che sono in grado di sciogliersi in acqua hanno un pH. Il valore di pH di una soluzione dipende dalla concentrazione e dal tipo di sostanze che vengono sciolte in acqua. Il pH a seconda del valore che viene misurato si distingue in acido o basico. Acida è definita ogni sostanza che sciolta in acqua presenta un pH compreso tra 0 e 7, mentre basica è una sostanza che sciolta in acqua ha un pH compreso tra 7 e 14. Soluzioni con pH vicino al 7 sono dette neutre. Da notare che 7 è anche dell’acqua pura.
Un pH basico ha la capacità di aprire le squame della cuticola del capello. Per questa ragione tutti i prodotti come permanenti, rilassanti o colori permanenti, che devono agire dentro il capello, hanno un pH basico. Un pH acido al contrario può chiudere le squame del capello, per esempio molti prodotti come shampoo per capelli secchi, shampoo per capelli grassi o normali, balsami o maschere cheratinizanti.
Spesso i prodotti cosmetici con pH basico, proprio per la loro capacità di aprire le squame del capello, vengono considerati dannosi, tuttavia è importante tenere presente che un prodotto cosmetico è composto da una notevole varietà di componenti e se la loro composizione è bilanciata in maniera tale da compensare gli effetti al pH, la struttura del capello non viene significativamente alterata.

I CAPELLI NELLE DIVERSE ETNIEAnalizzando la struttura dei capelli nelle diverse etnie, possiamo identificare tre tipi principali di strutture quella caucasica, asiatica e afro. Immaginiamo di eseguire una sezione orizzontale del capello, è possibile mettere in evidenza alcune differenze importanti.
Il capello caucasico, diffuso soprattutto in Europa, ha una sezione ellittica, cioè non è completamente circolare ma leggermente allungata. Il diametro è più piccolo di quello delle altre due razze, le cuticole sono fitte, numerose e strettamente connesse le une alle altre. In condizioni normali è un capello mediamente resistente e idratato. Il capello asiatico è quello che ha la sezione più grande e più circolare, conseguentemente è diritto e liscio, le cuticole sono strettamente allineate le une alle altre, rendendolo tendenzialmente resistente. In fine il capello afro è caratterizzato da una sezione molto allungata, a “fagiolo”, a differenza delle altre due ha sempre una struttura cilindrica, ma è irregolare lungo lo stelo, il diametro è intermedio tre quello caucasico e asiatico, lo strato cuticolare e soprattutto le cuticole sono disposte in modo molto obliquo e sono completamente aperte alle estremità, nella zona di curvatura della sezione. Il capello afro è un capello fragile, poroso e poco idratato a causa della scarsa produzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee.


CAPELLI NELL’ANTICHITÀ

Chioma di Berenice: da più di 2000 anni viene chiamata una costellazione vicina al segno zodiacale del leone. Nel III secolo a.C. Berenice, cantata dai poeti per la bellezza dei suoi capelli, offri, in voto alla dea Afrodite la sua chioma per la vittoria del suo sposo, il re egiziano Tolomeo III Eurgente. Il giorno dopo la chioma era però scomparsa dal tempio. Gli Dei l’avevano adottata come costellazione, spiegò l’astronomo Konon di Samo indicando il firmamento. Mai in nessun altro periodo fu riconosciuto un simile onore ad una chioma umana.
Presso tutti i popoli la capigliatura era oggetto di cura più o meno minuziosa e fin dall’inizio della storia della civiltà venne acconciata artisticamente. La pettinatura nacque e con essa ebbe inizio la sua svariata e ricca storia. Metteva in evidenza costumi e particolarità dei popoli. L’acconciatura distingueva il ceto, il potere dominante, la carica e la professione e svolgeva un ruolo particolare anche nei riti religiosi.
Come l’abbigliamento, anche il modo di portare i capelli fu soggetto a progressivi mutamenti, secondo le varie correnti della moda, determinate a loro volta dal susseguirsi degli stili nelle gradi epoche. Nelle acconciature delle donne si può osservare ad esempio, una continua oscillazione fra la più semplice naturalezza ala più estrema artificiosità. Ogni epoca sviluppò particolarità proprie. Per gli uomini la questione che si poneva era se portare i capelli lunghi o corti e 0in tal caso quanto corti. Inoltre si poneva anche la questione della barba: completamente rasata o portata lunga a secondo quale forma. A volte la lunghezza della barba e della lunghezza di capelli influivano motivi politici.
Già le prime civiltà conoscevano le parrucche. I confezionatori di parrucche non erano privi abilità e di fantasia. Le parrucche determinavano in parte il tipo di bellezza del proprio tempo, segnarono le immagini di alcune epoche, uniformarono le teste e riuscirono al limite a conferire ai visi il più alto rispetto. I parrucchieri arricchivano i capelli naturali o capelli artificiali con gioielli, nastri, fiori ed altri ornamenti. Se si desiderava un altro colore dei capelli, più moderno o giovanile, vanivano sempre richieste le loro capacità. Tecnica e ricerca, soprattutto la chimica e l’elettricità, hanno allargato enormemente il campo delle possibilità dei parrucchieri. Oggi ognuno può scegliere l’acconciatura che più gli piace, e curarli con prodotti molto validi.

CREDENZE DEGLI ANTICHI POPOLI
Dagli inizi, fino al 500 d.C. circa, nel pensiero dei popoli antichi del bacino del mediterraneo, i peli costituivano un simbolo della floridezza e della vitalità dell’uomo. I peli (capelli) non sono una parte del corpo con cui l’uomo diventa attivo, ma essi crescono continuamente, secondo la credenza antica, addirittura per un periodo dopo la morte. Questo vale per i peli, ma specialmente per capelli e barba.
Se nei capelli, per il significato loro attribuito, risiede l’energia vitale, essi diventano di conseguenza un oggetto simbolo di particolare importanza; l’uomo dedica ad essi tutte le sue cure e la sua attenzione. Colui a cui cadono i capelli sente la sua vitalità minacciata dalla vecchiaia delle malattie. Pigliare un uomo per i capelli significa, simbolicamente, sottometterlo. Quando, ad esempio, il faraone sconfigge un nemico, lo piglia per il ciuffo. Un uomo a cui, contro la sua volontà, vengono tolti i capelli interpreta ciò come un segno d’impotenza e di perdita di libertà. Colui che di sua volontà tocca i capelli di un altro cede la propria capacità di vivere e si abbandona alla dipendenza e alla protezione dell’altro; presso i Germani, per esempio, l’adozione si compie toccando la barba, presso i Greci questo è un gesto di umiltà e di preghiera. La rinuncia volontaria ai capelli è un gesto di abnegazione; così i sacerdoti egiziani si radano i capelli e la barba come segno visibile della loro sottomissione alla divinità. Diversi miti ci tramandano l’idea della forza che risiede nei capelli; quello di Sansone è il più famoso: la loro perdita causa debolezza e schiavitù. Solamente quando la sua cresce di nuovo, Sansone ritrova la forza.

IMIEICAPELLI.COM