RUGHE E INVECCHIAMENTO DELLA PELLE

COME SI PRESENTA LA PELLE ESIGENTE:

L’EPIDERMIDE
L’invecchiamento cutaneo precoce si manifesta tramite un mantello idrolipidico disomogeneo, o addirittura mancante, frutto di un processo di cheratinizzazione epidermica eccessivo e delle modificazioni strutturali a livello della membrana cellulare. La capacità della pelle di trattenere l’idratazione diminuisce e la secchezza aumenta.
La minore capacità di produzione da parte dell’epidermide porta ad una generale perdita di vitalità. Anche la velocità di rinnovamento delle cellule cutanee diminuisce e la pelle ha un aspetto spento e opaco.
Aumentano la tendenza della desquamazione, al prurito, alla ruvidità superficiale, a causa della ridotta capacità di trattenere l’idratazione. Quanto più aumenta la cheratinizzazione dell’epidermide tanto più resistente sarà la barriera che impedisce l’assorbimento delle sostanze esterne.

DERMA:
I processi energetici e metabolici delle cellule diminuiscono col passare degli anni. Lo strato di delimitazione tra epidermide e derma (strato papillare) appare quasi piatto a quello di una pelle più giovane. Lo scambio metabolico tra epidermide e derma è sempre più ridotto, mentre questo scambio è di fondamentale importanza per una pelle sana e bella.
Talvolta alle cellule cutanee non intervengono in quantità sufficiente i nutrimenti più importanti, che sono gli elementi costitutivi delle sostanze fisiologiche, oppure la loro disponibilità è fortemente ostacolata da reazioni di degradazione (fattori mentali, stili di vita, ecc..). LE FIBRE DI COLLAGENE:
Le fibre di collagene diventano più sottili e brevi. Il risultato: la tensione dell’epidermide diminuisce.
Le zone della pelle esposte alla luce si presentano decisamente più sottili e le fibre elastiche si addensano. In particolare questo fenomeno interessa la pelle degli zigomi e delle guance.
Si riducono elasticità e flessibilità
In questa condizione i radicali liberi rappresentano un problema, in quanto sono molto reattivi e assieme a lipidi, proteine e DNA possono provocare reazioni di degradazione. In una certa misura le conseguenze di queste reazione vengono limitate dai meccanismi di rigenerazione propri dell’organismo. Quanto più violenti e prolungati sono gli attacchi da parte dei radicali liberi, tanto meno questi meccanismi di reazione sono in grado di eliminare i danni provocati. A causa di questo squilibrio tra danni e rigenerazione le membrane cellulari si irrigidiscono, la trasmissione delle informazioni genetiche nell’ambito della divisione cellulare è scorretta e si verifica una denaturazione delle proteine. In breve: ci troviamo di fronte all’invecchiamento cutaneo precoce.
Un ruolo importante nell’invecchiamento cutaneo precoce è quello della degradazione delle proteine e dell’ attività enzimatica incontrollata.
Dal punto di vista quantitativo la proteina più rappresentata nell’organismo umano e quindi anche nella pelle, che è l’organo più esteso del nostro corpo, è il collagene. Il collagene ha il compito di mantenere la compattezza delle strutture dei tessuti. Il collagene si forma nei fibroblasti ed è tenuto dall’ elastina, dando vita ad una straordinaria combinazione di compattezza ed elasticità.
L’elastina è esposta ad una degradazione enzimatica da parte dell’ elastasi, con conseguenze minore tenuta del collagene, accompagnata da una ridotta elasticità della cute, che si presenta priva di energia e opaca. La mancanza di elasticità provoca inoltre la formazione delle prime rughe e pieghe.

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